VIDEO TALK #ABD16

KEYNOTE MATTINA: WORKING AGILE FOR DIGITAL INNOVATION @MASSIMO MESSINA

09/17/2016

OPEN KEYNOTE – 45min

ORGANIZZAZIONE E PROCESSI SI POSSONO CAMBIARE IN UNA NOTTE. LE TESTE NO @GAETANO MAZZANTI

09/17/2016

TALK – 35min

La maggior parte delle iniziative di cambiamento falliscono.
Sono due le ragioni principali:

  • trascurare il peso e l’inerzia della cultura aziendale
  • l’illusione di poter raggiungere un punto di arrivo predefinito, lavorando solo sui processi e sull’organizzazione, magari copiando struttura e “pratiche” di altre aziende

Nella talk si esaminerà in breve il secondo punto ma il focus principale sarà sul primo.
La cultura di un’azienda non è definita dalle dichiarazioni di Missione e Valori, ma è definita dal comportamento e dai principi messi in pratica ogni giorno.
Purtroppo non è così scontato che il top management abbia una chiara comprensione della cultura aziendale.
Il primo passo è allora proprio capirla questa cultura.
Vedremo alcuni possibili modelli e framework utili nel raggiungere questo obiettivo con particolare attenzione al Competing Values Framework.
Una volta compreso il punto di partenza può iniziare il percorso di cambiamento, un percorso lungo e complesso.
Non è possibile installare una nuova cultura, non è possibile cambiare la testa delle persone facendole partecipare a un training.
E’ inevitabile allora che anche il cambiamento dei processi e dell’organizzazione avvenga in modo graduale e evolutivo, e che questa evoluzione sia fondata sull’allineamento e il coinvolgimento di tutte le persone.
Le parole chiave sono “sperimentare”, “imparare”, “adattare”.
Il punto d’arrivo, i processi, l’organizzazione non possono dunque essere definiti a priori, ma sono il risultato del percorso. Lo stesso vale per la cultura aziendale: il cambiamento è un risultato del percorso e non è predefinibile.
Vedremo quell sono i problemi tipici che si incontrano e una serie di spunti e idee per cercare di evitarli o superarli.

SCALING AGILE: BEYOND THE HYPE @GIOVANNI ASPRONI

09/17/2016

TALK – 35min

Scaling agile è uno dei temi caldi del momento. In questo talk presenterò la mia esperienza diretta di consulente e coach agile coinvolto nella transizione verso Agile di alcuni progetti software di scala (molto) larga—comprendenti da circa 100 a circa 1300 programmatori e testers (senza contare managers, product owners e scrum masters).
Parlerò di cosa ha e cosa non ha funzionato (e del perchè metodologie come SAFe, DAD, ed altri framework agili per larga scala non siano sempre la soluzione migliore).

ALLINEARE BUSINESS E PRODUZIONE IN UN PERCORSO DI INNOVAZIONE AZIENDALE @DAVID BRAMINI @ROBERTO BETTAZZONI

09/17/2016

TALK – 35min

In questo talk vogliamo condividere l’esperienza di come si può organizzare la produzione secondo criteri industriali di scalabilità senza sacrificare l’esigenza di essere assolutamente innovativi. La progettazione e realizzazione di un prodotto, rivolto al mercato del fashion, innovativo per tecnologia e modello di business, ci ha portato ad applicare nuove soluzioni organizzative che sono risultate utili anche nel nostro modello di business abituale.

Nella prima parte dell’intervento David Bramini di WARDA racconta come, a seguito della decisione strategica aziendale di introdurre nel portafoglio delle soluzioni un prodotto innovativo con un nuovo modello di business (puro SaaS), ci sia stata una presa di coscienza della necessità di allineare diversamente le procedure di business con quelle della produzione.
Dopo una prima introduzione di pratiche e metodologie Agili in azienda svolta autonomamente da WARDA, dato il contesto ad alto livello di innovazione e di rischio, si è scelto di procedere con un progetto pilot (safe to fail experiment), con il supporto metodologico da parte di un coach specializzato, per valutare una modalità di lavoro più integrata tra il business e la produzione.
Il problema da affrontare è stato come, in un ambiente fortemente innovativo, andava gestito il fatto che la produzione era più veloce a proporre soluzioni di quanto il business potesse valutarne l’effetto.

Nella seconda parte Roberto Bettazzoni di Agile 42 racconta la stessa esperienza dal punto di vista del coach Agile.
Dopo un’assessment per valutare la situazione iniziale è stato definito il “safe to fail experiment” da realizzare che ha visto il perfezionamento di pratiche di produzione ed ingegneristiche Agili e di pratiche di Business quali le Strategy map, le Lean canvas e le Story map.
In chiusura saranno presentati i risultati del pilot visti dal’azienda e dal coach e di come questi saranno utilizzati per i progetti futuri.

KEYNOTE POMERIGGIO: MANAGERS, COMPLEXITY AND AGILE @ANDREA PROVAGLIO

09/17/2016

KEYNOTE POMERIGGIO- 45min

RESHAPING ENTERPRISE SOFTWARE @ALBERTO BRANDOLINI

09/17/2016

TALK- 35min

Per anni abbiamo ottimizzato la parte sbagliata dello sviluppo software, risparmiando secondi, mentre interi mesi venivano sprecati facendo la cosa sbagliata. È il momento di cambiare.

Dalla raccolta dei requisiti all’implementazione. La distanza tra lo sviluppo tradizionale e quanto può essere ottenuto con strumenti non convenzionali, che aggirano i vincoli dettati dall’abitudine è abissale. Non facciamo più software come si faceva 10 anni fa, e ne siamo felici. EventStorming, Impact Mapping, CQRS ed EventSourcing portano a realizzare strumenti che meglio si adattano alla risoluzione di problemi reali.

I MANAGER CHE HO INCONTRATO… @FABIO GHISLANDI

09/17/2016

TALK- 35min

Una breve carrellata sui manager che ho incontrato nell’attività di coaching Agile per individuare le caratteristiche significative in un processo di cambiamento.

Un processo di cambiamento inizia grattando la vernice dei processi aziendali, scavando poi nella struttura, fino ad andare in profondità nella cultura aziendale.
I manager giocano evidentemente un ruolo fondamentale in questo processo.
Ci sono manager che cercano di adattare i nuovi modelli ai precedenti, altri che adattano i vecchi modelli ai nuovi, altri che dedicano una mezza giornata al cambiamento e poi non se ne occupano più, altri che si fanno paladini del cambiamento, altri che tirano e altri che spingono, altri che cambiano prima loro stessi.
Tra il serio e il faceto vedremo le caratteristiche di alcuni manager che ho realmente incontrato, individuando gli smell prima che sia troppo tardi.
Il quadro di riferimento è quello Agile in cui le persone (clienti, collaboratori, fornitori) e le loro interazioni hanno più valore dei processi e degli strumenti.

BACK TO THE FUTURE THE AGILE HUMAN TRANSFORMATION @MICHELE BUDRI

09/17/2016

TALK – 35min

In questo talk racconterò com’è possibile fare oggi progetti in maniera agile all’interno di una Pubblica Amministrazione, e facendo un viaggio nel passato vi farò vedere come è cambiato il team i tool e il rapporto con il cliente nel corso di due anni, fino ad arrivare all’inizio dove tutto era waterfall.

Inizierò raccontandovi com’è fare i progetti in maniera Agile oggi dove lavoro e come tutto sia + semplice e + fluido.
Facendo un viaggio a ritroso nel tempo per condividere con Voi come il team, gli strumenti, gli stakeholders sono cambiati, in due anni nei progetti che ho seguito, fino ad arrivare a quando il cambiamento ha avuto inizio.
Come abbiamo dettagliato e normato il metodo Scrum per portare alla validazione un nostro progetto sotto audit del modello CMMI lev.3
Come l’Agile ci ha consentito di innovare e assieme a techiche di Design Thinking abbiamo migliorato ulteriormente l’esperienza per gli stakeholders dei nostri progetti. Non è un talk di teoria dove si parla dei principi dell’agile, ma è l’applicazione pratica della teoria in un contesto di una Pubblica Amministrazione basato sulla mia esperienza personale