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2018
aprile 22, 2018

Agile Customer Experience Management

Il 9 giugno presso AQuest a Verona Luca Mascaro ci parlerà di Custome eXperience e di come applicare la design leadership a questa attività.

Oggi una delle sfide più grandi è quella di costruire in continuità valore consistente per le persone partendo dallo studio dell’esperienza che vivono sugli attuali prodotti e servizi. Questa attività continuativa di CX management è una fortissima fonte guida e influenza per i product owner e i team che seguono la delivery e richiede una collaborazione radicale nell’analisi e l’ideazione di soluzioni. Vedremo cosa vuol dire fare CX management in relazione allo sviluppo prodotto e come le tecniche di design leadership possono supportare il processo di integrazione tra tutte le figure coinvolte.

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aprile 22, 2018

Design Thinking E Agile Innovation

Il 26 maggio presso NTT DATA Gianluca Brugnoli ci parlerà di come il design thinking si sposa con l’agile innovation.

Nato come come approccio all’innovazione di prodotti e servizi, oggi il Design Thinking aiuta le imprese a ripensare in modo sistematico i processi e la relazione con il cliente dell’intera organizzazione. Scopo del workshop è sperimentare l’approccio customer-centred e gli strumenti di ideazione tipici del Design Thinking. Lavorando in gruppi, i partecipanti svilupperanno in modo concreto un customer journey, ripensando processi e servizi (o prodotti) partendo dall’analisi dell’esperienza dei clienti finali.

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aprile 22, 2018

Extreme Contracts

Il 12 maggio presso SHR Italia a Padova Jacopo Romei ci spiegherà come redigere dei contratti Agili.

“Non ha senso sognare ad occhi aperti il processo agile perfetto se poi continuiamo a firmare contratti che fanno schifo.”

I contratti che usiamo sempre sono solo una delle mille soluzioni possibili per regolare i rapporti con clienti, fornitori e partner. Si riduce tutto al tentativo di prevedere tutte le condizioni di fallimento in anticipo, di fronte ai mille imprevisti di uno scenario fuori dal nostro completo controllo. Insomma, dispositivi “complicati” per uno sporco lavoro “complesso”.

E poi dai, ammettiamolo: scriviamo contratti perché non ci fidiamo del prossimo.
È possibile aggredire direttamente questo problema, la fiducia?

Con un minimo di consapevolezza in più è possibile lavorare molto meglio. Perché è inutile studiare mille modi di organizzare il processo di lavoro se poi continuiamo a firmare contratti che non ci permettono di cambiarlo davvero.

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